
Allora zingari,questa volta sto qui per postarvi qualcosa di serio,o meglio girarvi qualcosa di serio!Questa di seguito è una mail speditami dalla mi carissima amica Irene che voglio inoltrare sul mio grantissimo blog!Passatevi la mano sulla coscienza e votate!Ne approfitto per mandarle un bacione (a Irene), sto incasinato con gli esami appena posso ti chiamo e ti dico le bollenti novità deh eh eh,vabbè ma questi sono fatti privati!Buona lettura ...ah piccola postilla lei è di Lodi occheio?diamole ascolto!
P.S. tutti i diritti della seguente lettera sono riservati
P.P.S. deh eh eh non è vero però l'ha scritta lei:)
SENZA OFFENDERE LA SENSIBILITà DI NESSUNO MI PERMETTO DI PARLARE DEL "NO"
AL REFERENDUM DEL 25 E DEL 26 GIUGNO.
LA NOSTRA COSTITUZIONE è STATA PENSATA DAI PADRI FONDATORI IN MANIERA PONDERATA PER GARANTIRE STABILITà ALL' ITALIA, DOPO I DURI ANNI DEL VENTENNIO FASCISTA .
FU PROMULGATA NEL 1948 e porta tre firme che rappresentano L' INTERO ARCO politico : De Nicola (Presidente della Repubblica e liberale), De Gasperi (Presidente del Consiglio e cattolico),Terracini (Presidente della Costituente e marxista).
La Costituzione è stata condivisa da tutte le parti politiche ed ha contribuito ad unire il nostro Paese.
NEL 2003, QUATTRO PERSONE (D’Onofrio, Pastore, Calderoli e Nania) IN UNA
BAITA DEL CADORE , HANNO MODIFICATO LA PARTE SECONDA DELLA NOSTRA
COSTITUZIONE, RISCRIVENDO O ABROGANDO 53 ARTICOLI SU 78
CON LA RIFORMA VIENE CANCELLATA LA CENTRALITA’ DEL PARLAMENTO ED INCISO IL
PRINCIPIO DEMOCRATICO.
QUASI TUTTI I POTERI SARANNO NELLE MANI DI UNA SOLA PERSONA (IL PRIMO
MINISTRO) CHE POTRA’ DECIDERE DA SOLO COME E DOVE GUIDARE IL PAESE SENZA
NESSUN CONTROLLO.
Se il Parlamento si oppone alla volontà del primo ministro, il primo
ministro scioglie il Parlamento.
LA DEVOLUTION assegna alle Regioni in maniera esclusiva LA COMPETENZA SU
-SANITà
-SCUOLA
-POLIZIA
Separare le competenze dello Stato da quelle delle Regioni significa
confondere i ruoli e aumentare i conflitti tra enti locali e centrali..…ma
anche duplicare gli apparati, aumentare i costi, moltiplicare pratiche e
burocrazia.
Significa anche che i diritti fondamentali non sono più universali :
l’accesso ai servizi non sarà più garantito in modo uniforme a tutti i
cittadini ma in modi diversi sulla base del criterio di residenza .
Nella Sanità ciò significa, ad esempio, che - a prescindere dalla gravità
della patologia – un tuo parente meridionale potrebbe non poter più accedere
al ‘San Raffaele’ o alla ‘Mangiagalli’... né un settentrionale al ‘Rizzoli’
di Bologna o al ‘Gemelli’ di Roma….
Sul piano dell’istruzione, il potere delle Regioni di definire parte dei
programmi scolastici può condurre
a dislivelli formativi che possono compromettere la garanzia che
l’istruzione sia per tutti uno strumento di crescita personale come recita
la Costituzione (art. 3 e 34)
Si oppongono a questo progetto oltre metà delle REGIONI, che vedrebbero
svanire le sovvenzioni statali. Non ne vuole sapere l’Associazione Nazionale
dei Comuni Italiani (ANCI),vasti settori organizzati del lavoro, ma anche il
mondo della cultura, della scienza e delle arti;
hanno firmato una petizione contro la Devolution alcuni dei più grandi
esponenti della musica italiana: Claudio Abbado, Riccardo Muti, Uto Ughi,
Riccardo Chailly, Maurizio Pollini.
Si aggiunge l’appello di intellettuali e scienziati del calibro, solo per
citarne alcuni, di Renato Dulbecco, Rita Levi Montalcini, Umberto Eco.
!!!Aloh@!!!